Quando si parla di aumentare la produttività, esistono molti stratagemmi comuni. Tra questi ce ne sono più o meno efficaci:
- La tecnica del pomodoro (ossia “forzarsi” a lavorare concentrati per un periodo di tempo breve stabilito senza distrazioni)
- Premiarsi dopo aver svolto il compito
- L’utilizzo di to-do-list da spuntare
- Fare le cose più importanti all’inizio della giornata
- Isolarsi
- Chiudere tutte le altre applicazioni
Tutte queste tecniche sono strumenti importanti e funzionano sicuramente. Quello che non fanno queste tecniche è evitare due problemi che potrebbero allontanare la produttività:
- Lavorare sulla cosa sbagliata
- Non voler lavorare
Contro questi due “nemici” sembra non esserci una soluzione e spesso e volentieri si cade nel pregiudizio (sugli altri, che “non hanno voglia”) o contro se stessi (“tanto non ce la faccio”). Entrambi nascono dalla tendenza del nostro cervello ad abituarsi a quello che ha già vissuto o sperimentato.
Come ne usciamo?
Costruendo nuove abitudini.
Quello che rende ZTD un metodo efficace è che condensa molte delle tecniche che funzionano, le lega alla costruzione di nuove abitudini e soprattutto le orienta verso una direzione: trovare e raggiungere un Obiettivo di lungo raggio, con sforzi costanti e direzionati.
L’Obiettivone è uno degli aspetti che accomuna:
- Il Toyota Kata, sistema di coaching per la performance
- “The 7 Habits of Highly Effective People” di Stephen Covey
- L’Hoshin Kanri, metodo per direzionare gli sforzi di un’organizzazione verso il True North
Un metodo non-magico
ZTD non promette soluzioni miracolose. Fa capire fin da subito che il successo è un passo dopo l’altro:
- Duro lavoro
- Molte sconfitte
- Molti punti di crisi
- Un viaggio di continuo apprendimento
Questa dispensa è un compendio che raccoglie i punti più importanti del libro “Zen To Done” di Leo Babauta, adattato per aiutarti a raggiungere il tuo Obiettivone, un’abitudine sana alla volta.